fotocredits@ceinge- CAPOLUONGO
News - 10/02/2021

Percorsi di armonizzazione della Medicina Personalizzata in campo oncologico: il CEINGE al centro del dibattito europeo

Biomarcatori validati per curare diversi tipi tumore, ma non per tutti gli ammalati. Esiste una geografia delle cure, che condanna i pazienti di alcuni paesi a non poter beneficiare dei progressi della ricerca scientifica nel campo delle cure personalizzate contro le neoplasie. Vere e proprie differenze di “trattamento”, a seconda del territorio di appartenenza, che in alcuni casi possono tramutarsi in mancate guarigioni.

Armonizzare i percorsi terapeutici è l’istanza ora messa nero su bianco da trenta scienziati europei, che si sono incontrati, hanno discusso, hanno confrontato i dati in loro possesso e sono giunti alle conclusioni che ora l’Unione Europea potrà recepire.

Il lavoro*, condotto da Ettore Capoluongo, ricercatore del CEINGE e ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica dell’Università Federico II di Napoli, componente dell'Expert panel on medical devices and in vitro diagnostics (‘Expamed’) presso la Commissione Europea, è stato pubblicato dalla autorevole rivista internazionale Cancers (Basel) ed è il frutto di una serie di incontri multidisciplinari tra esperti, coordinati dalla European Alliance of Personalized Medicine (EAPM, guidata da D. Horgan), che riunisce dal marzo 2012 esperti in ambito sanitario europei e sostenitori dei pazienti affetti da malattie croniche.

«L'obiettivo di EAPM è quello di migliorare l'assistenza ai pazienti accelerando lo sviluppo, l'erogazione e l'adozione di un'assistenza sanitaria personalizzata, compresa la medicina e la diagnostica personalizzate – spiega Ettore Capoluongo –. Chiede alla Commissione Europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell'UE di contribuire a migliorare il contesto normativo in modo che i pazienti e i cittadini europei possano avere accesso precoce a un'assistenza sanitaria personalizzata e in modo che la ricerca sulla salute pubblica sia potenziata».

«Il white paper – chiarisce Capoluongo – nasce proprio dalla l’esigenza derivante dai continui e rapidi progressi delle tecnologie genomiche applicate alla ricerca di biomarcatori che non sono accompagnati da una loro parallela diffusione nei sistemi sanitari, ostacolando in taluni casi sia la cura del paziente che l’implementazione derivante dalla innovazione. Il potenziale che la genomica ha apportato ai test dei biomarcatori nella diagnosi, prevenzione e nella definizione dei percorsi di trattamento in diverse neoplasie (mammella, ovaio, pancreas, polmone, ecc.) necessita, per quanto impegnativa, di una implementazione accompagnata da un processo di armonizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici. Lo sviluppo di tutto ciò è ostacolato dalla disomogeneità dei servizi sanitari, sia all’interno di alcuni paesi (vedi l’Italia con diversi sistemi sanitari regionali), che in ambito europeo. Ciò causa un mancato allineamento delle politiche su standard, modalità di esecuzione dei test e, soprattutto, accesso ai rimborsi, oltre che alle tariffe degli stessi. Tali problematiche renderanno ancora più difficile il superamento di alcune sfide della medicina di precisione, in particolare quelle legate allo sviluppo e all'uso di terapie agnostiche del tumore. L'Europa dovrebbe già disporre di una garanzia di accesso universale a una serie minima di test sui biomarcatori e dovrebbe pianificare uno scenario ottimale per il loro screening, con una gamma più ampia di test sui biomarcatori integrati in un sistema sanitario più sofisticato e strutturato intorno alla medicina personalizzata. Migliorare l'assistenza sanitaria e ottenere vantaggi per la competitività industriale e l'innovazione dell'Europa richiedono un quadro politico appropriato, che inizi con un aggiornamento delle raccomandazioni obsolete».

Gli esperti illustrano nel paper le principali problematiche, emerse durante diversi comitati scientifici consultivi, organizzati dall'Alleanza Europea per la Medicina Personalizzata, in seno al Parlamento Europeo e propongono soluzioni per un loro superamento, focalizzandosi principalmente su possibili scenari di armonizzazione dei test oncogenetici e della gestione dei pazienti oncologici.

«Abbiamo coinvolto anche le associazioni dei pazienti – aggiunge Capoluongo –, ai fini di creare un canale di comunicazione con il Parlamento Europeo sempre più efficace e di ottenere garanzie di maggiori fondi a sostegno di tali attività, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti i pazienti con la stessa patologia oncologica percorsi diagnostico-terapeutici sovrapponibili, se non identici».

Tale attività verrà svolta in parallelo anche a livello nazionale, attraverso una interazione con la società scientifica, in particolare il Gruppo Operativo denominato “Utilizzo di tecnologie genomiche nel campo della personalizzazione delle cure della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC), di cui il Prof. Capoluongo è da poco stato nominato coordinatore.

*Cancers (Basel) - Bringing Onco-Innovation to Europe's Healthcare Systems: The Potential of Biomarker Testing, Real World Evidence, Tumour Agnostic Therapies to Empower Personalised Medicine - Horgan D, Ciliberto G, Conte P, Curigliano G, Seijo L, Montuenga LM, Garassino M, Penault-Llorca F, Galli F, Ray-Coquard I, Querleu D, Riegman P, Kerr K, Van Poppel H, Bjartell A, Codacci-Pisanelli G, Koeva-Balabanova J, Paradiso A, Maravic Z, Fotaki V, Malats N, Bernini C, Buglioni S, Kent A, Munzone E, Belina I, Van Meerbeeck J, Duffy M, Jagielska B, Capoluongo E.
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