fotocredits@ceinge
News - 03/12/2021

Futuro remoto 2021, scena del crimine e impronte digitali

Investigazioni sulla scena del crimine

Un delitto immaginario, l’osservazione della scena del crimine, la repertazione delle tracce chimiche e biologiche rilevate e la loro analisi. Sono tornati gli investigatori junior a Futuro Remoto: guidati dai ricercatori del Laboratorio di Proteomica del CEINGE, gli studenti presenti a Città della Scienza hanno vissuto per qualche ora un’esperienza unica, incentrata sulla risoluzione dell’enigma di un assassinio attraverso l’analisi dei reperti trovati su una scena del crimine che gli esperti avevano ricostruito. Hanno imparato come è possibile, attraverso i più moderni metodi e strumentazioni, identificare la presenza di DNA e di fluidi biologici (sangue etc.), ma anche di droghe, di polvere da sparo e, una volta che le tracce sono opportunamente analizzate, risalire alla loro natura. «Negli ultimi decenni il legame tra le indagini forensi e le discipline scientifiche, come la Chimica e la Biologia, si è enormemente rafforzato – ha spietato Piero Pucci, responsabile del Lab di Proteomica del CEINGE –. I contributi scientifici disponibili agli investigatori consentono la caratterizzazione dettagliata della scena del crimine fino all’identificazione di un possibile sospetto partendo da tracce presenti anche in quantità infinitesimali».

Con Piero Pucci, Andrea Carpentieri, Flora Cozzolino, Chiara Melchiorre, Angela Di Somma, Carolina Canè, Ilaria Iacobucci

 

Mary Holland: dal fingerprinting "manuale" a quello digitale

Quest’anno la partecipazione del CEINGE a Futuro Remoto è stata doppia. Oltre alle attività in presenza, è stato organizzato anche un incontro online destinato ai ragazzi delle scuole medie, durante il quale gli esperti hanno spiegato la storia delle impronte digitali, a partire dalle prime rilevazioni ad opera di Mary Holland. «Le impronte digitali rappresentano una specie di “fotografia” della persona che le ha impresse – spiega Flora Cozzolino –. Sono uniche per ciascun individuo e non mutano nel corso della vita. Vengono impiegate soprattutto come mezzo di riconoscimento personale dalle forze dell’ordine per identificare criminali o in genere autori di un reato. Possono essere impiegate per individuare soggetti che, attraverso documenti falsi, cercano di eludere il riconoscimento o per la sistematica attribuzione dell’appartenenza etnica». Dopo una breve spiegazione teorica su cosa sono le impronte digitali, come il loro impiego nel corso del tempo ha assunto sempre più rilevanza nell’investigazione scientifica e di come una donna, Mary Holland, abbia avuto un ruolo preponderante in tale direzione, gli studenti hanno svolto un’esercitazione pratica sulle impronte digitali, sia attraverso un confronto pratico, e dunque naturale, che digitale, mediante l’uso di specifici software e app.

Con Piero Pucci e Flora Cozzolino

Alessandra Buono