ftcredits@ceinge2024

SMA, dalla rivoluzione terapeutica allo screening neonatale

Una giornata dedicata alla SMA (Atrofia muscolare spinale), durante la quale i massimi esperti nel campo, tra pediatri, genetisti, neurologi, biochimici e neuroscienziati, provenienti da varie realtà ospedaliere, universitarie e di ricerca italiane, si confrontano su nuovi approcci diagnostici e terapeutici, frutto delle ultime scoperte scientifiche.

Si tratta di un convegno organizzato dal CEINGE, con il contributo della Novartis, dal titolo "SMA: dalla rivoluzione terapeutica allo screening neonatale", che si tiene il 24 giugno 2024 dalle 9.30 alle 17.00. I saluti di benvenuto sono affidati al Presidente, Pietro Forestieri, all'Amministratore delegato Mariano Giustino e al Coordinatore delle attività diagnostiche Giuseppe Castaldo.

La sessione mattutina è incentrata sugli aspetti clinici della malattia. Intervengono Eugenio Maria Mercuriordinario di Psichiatria, Direttore del Dip. Scienze della Salute della donna, del bambino e di Sanità pubblica, Università CattolicaDirettore dell'UOC Neuropsichiatria infantile, Policlinico Universitario Gemelli, Roma Enrico Silvio Bertini, Responsabile dell'Unità di Ricerca Malattie Neuromuscolari, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma, Claudio Bruno, Responsabile UOSD Centro di Miologia Traslazionale e Sperimentale, IRCCS Istituto Gaslini di Genova, Adele D’Amico, Responsabile dell’UOC Malattie Muscolari e Neurodegenerative, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma, Fiore Manganelliordinario di Neurologia, Dip. di Neuroscienze, Università degli Studi Federico II e Responsabile UOC Neurologia, AOU Federico II, Napoli, Gabriella Esposito, associato di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica, Università degli Studi Federico II Responsabile Screening Neonatale SMA del CEINGE, e Antonio Varone, Direttore di Neurologia e Neuroriabilitazione, AORN Santobono Pausilipon, Napoli.

Durante la sessione pomeridiana si parla di ricerca e del modo in cui le ultime scoperte scientifiche influiscono sui progressi nelle terapie. Intervengono Danilo Francesco Tizianoassociato di Genetica medica, Dip. di Scienze della Vita e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma Dirigente medico UOC Genetica Medica, Policlinico Universitario Gemelli, Roma, Stefania Paola Corti, ordinario di Neurologia, Dip. di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti, Università degli Studi di Milano, Marina Maria Boidoassociato di Anatomia Umana, Dip. di Neuroscienze "Rita Levi Montalcini", Università di Torino e Valeria Valsecchiassociato di Farmacologia, Dip. di Neuroscienze, Università degli Studi Federico II, Napoli.

Il Responsabile scientifico del convegno, Alessandro Usielloordinario di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica, Università della Campania Vanvitelli Direttore del Lab di Neuroscienze Traslazionali del CEINGE, interverrà a conclusione del meeting sul tema "Influenza delle nuove terapie nella modulazione della neuroinfiammazione nei pazienti SMA". 

Razionale

L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia neurodegenerativa genetica rara e secondo la National Organization for Rare Disorders (NORD) è una delle principali cause genetiche di morte infantile ed un’incidenza di circa 1 paziente su 10mila nati (fonte Orphanet).

Caratterizzata dalla perdita dei motoneuroni, ovvero quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli, controllandone il movimento, la patologia provoca debolezza e atrofia muscolare progressiva, che interessa, in particolar modo, gli arti inferiori e i muscoli respiratori. Sulla base dell'età d'esordio della malattia e della gravità dei sintomi, sono state distinte quattro diverse varianti di atrofia muscolare spinale; tipo 1, il tipo 2, il tipo 3 e il tipo 4. Le prime due tipologie sono molto gravi e causano la morte prematura del paziente; il tipo 3 e il tipo 4 sono varianti più lievi, che pregiudicano il tenore di vita del malato, senza però provocarne il decesso anticipato.

Nel 95% dei casi, la patologia è causata da specifiche mutazioni nel gene SMN1, che codifica per la proteina SMN (Survival Motor Neuron), essenziale per la sopravvivenza e il normale funzionamento dei motoneuroni. In particolare I pazienti con SMA di tipo 1 (SMA1), la forma più grave di SMA, producono pochissima proteina SMN. In questo caso, la patologia esordisce prima dei 6 mesi d'età, compromette l'acquisizione delle capacità motorie, la respirazione e la deglutizione, e i bambini che ne sono affetti non sono in grado di vivere oltre i 2 anni senza supporto respiratorio.

Fino a poco tempo fa, il trattamento della SMA era esclusivamente sintomatico, basato su approcci multidisciplinari e finalizzato a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Oggi, invece, esistono terapie innovative il cui esito clinico è strettamente dipendente all’età dei pazienti ai quali vengono somministrate ossia: “tanto meglio, quanto prima i trattamenti vengono somministrati ai pazienti SMA”.

In questo contesto di primaria importanza è diventato lo screening neonatale della SMA: individuando la malattia nei primi giorni di vita si può agire sulla causa primaria della patologia mediante terapia genica che ha mostrato risultati estremamente positivi, in termini di sopravvivenza e sviluppo motorio.

LUOGO DELL'EVENTO
Auditorium CEINGE-Biotecnologie avanzate Franco Salvatore - 80131 - Napoli - NA
Allegati
FLYER691.19 KB